Stropi de emoții


Gocce di emozioni. Edizione bilingue: Italiano-Rumeno

Anche in questo libro c’è la traccia della appassionata iniziativa di Aldo Onorati che mi ha proposto un “incontro” inatteso.
Non un progetto programmato, non un’operazione editoriale, ma un gesto di riconoscimento: il momento in cui la mia poesia ha trovato un’altra voce, un’altra lingua, un altro respiro.
Quando George Popescu — poeta, critico, traduttore, intellettuale di rara finezza e amico di Onorati — ha letto Gocce di emozioni, ha sentito qualcosa che io stesso non avevo ancora pienamente compreso: che quelle poesie, nate da un’urgenza intima, potevano parlare anche oltre i confini della mia lingua.
Non perché fossero “universali” nel senso retorico del termine, ma perché erano radicate in un’esperienza umana che non appartiene a un solo paese.
La traduzione di Popescu non è stata un semplice trasferimento di parole.
È stata un atto di ascolto.
Un atto tattile, come lui stesso lo definisce nella sua introduzione: “actul poetic tactil al ființei”, il tatto poetico dell’essere.
Popescu non ha tradotto i miei versi: li ha toccati, li ha attraversati, li ha respirati.
Ha cercato la vibrazione, non la lettera; la risonanza, non la forma.
E così è nato un libro doppio, un libro specchiante: Questa edizione bilingue ha avuto per me un significato profondo.
Mi ha mostrato che la poesia non appartiene mai davvero a chi la scrive: appartiene a chi la accoglie.
E quando una poesia viene tradotta, non cambia lingua: cambia casa.
Trova un nuovo spazio in cui vivere, un nuovo modo di respirare.
In Romania, questo libro ha trovato lettori che non conoscevo, persone che hanno sentito nei miei versi qualcosa che apparteneva anche alla loro storia, alla loro sensibilità, alla loro interiorità.
È stato come vedere le mie emozioni camminare con un passo diverso, con un accento diverso, con una luce diversa.
E poi c’è un altro aspetto, più intimo:
questa edizione bilingue ha dato forma a un dialogo tra culture che, nella mia vita, è sempre stato presente.
La poesia, per me, è sempre stato il passaggio tra Me e me, tra l’osservatore e l’osservato, tra il dentro e il fuori.
Con Stropi de emoții, quel ponte è diventato reale, concreto, condiviso.
Oggi considero questo libro come una delle esperienze più preziose del mio percorso poetico.
Non perché sia “migliore” degli altri, ma perché è il libro in cui la mia voce ha incontrato un’altra voce, e insieme hanno creato un terzo linguaggio:
un linguaggio fatto di risonanze, di sfumature, di ascolto reciproco.
È il libro in cui ho capito che la poesia non è mai un monologo.
È sempre un dialogo.
E quando quel dialogo attraversa una frontiera, diventa un atto di fiducia, di apertura, di umanità.