Coro Alessandro Moreschi
Dieci anni di storia (2001–2011)
Questo libro, scritto insieme all’amico Tarquinio Minotti, non è soltanto la cronaca dei primi dieci anni di un coro: è la storia di un’amicizia, di un sogno collettivo, di una comunità che ha scelto la musica come forma di incontro e di crescita.
Nato quasi per gioco, in una cantina di Monte Compatri, il Coro Alessandro Moreschi è diventato nel tempo un laboratorio umano e culturale, un luogo dove le persone hanno imparato a condividere non solo il canto, ma la responsabilità, la cura, la fatica, la gioia.
Il volume raccoglie voci diverse — direttori, coristi, fondatori, amici — che raccontano l’avventura di un gruppo capace di trasformare un’idea in una realtà viva, stabile, riconosciuta.
È un libro che parla di prove serali dopo giornate di lavoro, di entusiasmo e timori, di concerti, di viaggi, di discussioni animate e di abbracci sinceri.
Parla di chi ha creduto nel progetto fin dall’inizio e di chi si è unito lungo la strada, portando nuove energie e nuove sensibilità.
Parla anche di chi non c’è più, ma continua a vivere nella memoria del gruppo, come una nota che non si spegne.
In queste pagine emerge con forza un’idea semplice e profonda:
la musica non è un’attività, ma un modo di stare insieme.
È un’energia che attraversa le persone, le unisce, le educa alla pazienza, all’ascolto, alla disciplina, alla bellezza.
Il libro è anche un documento prezioso per il territorio: racconta come un coro amatoriale possa diventare un punto di riferimento culturale, un luogo di formazione, un motore di iniziative, un esempio di volontariato autentico.
E mostra come, dietro ogni armonia, ci sia un lavoro collettivo fatto di dedizione, studio, organizzazione, dialogo.
Coro Alessandro Moreschi. Dieci anni di storia è, in fondo, un atto di gratitudine verso chi ha fondato, verso chi ha diretto, verso chi ha cantato, verso chi ha ascoltato.
È la testimonianza di un cammino che non si è concluso, ma che continua a crescere, anno dopo anno, come una melodia che si rinnova senza perdere la sua radice.