Frammenti di visioni
Poesie di Armando. Figure di Antonio
In questo libro ho voluto assegnare una doppia voce, doppia risonanza, doppio respiro: ho voluto inserire, per ogni poesia, una immagine disegnata dall’amico-fratello Antonio Botticelli.
La mia parola e lo sguardo di Antonio non si illustrano a vicenda: si ascoltano, si rispondono, si amplificano. È come se fosse la “storia segreta” del libro, quella che vive sotto la superficie dei versi e delle immagini.
Nel libro, l’immagine che accompagna la poesia esprime emozioni. Ogni verso nasce come un movimento interiore, un affiorare del “Me” che tenta di farsi forma, respiro, domanda.
E proprio in quel momento, quando la parola si apre, la figura di Antonio interviene come un secondo linguaggio, un’eco visiva che non traduce, ma trasforma.
Le poesie sono fatte di vibrazioni, di oscillazioni tra luce e buio, tra slancio e timore, tra desiderio e sospensione. Antonio non le illustra, ma le ascolta, le attraversa.
Le sue simboliche immagini figurative rendono visibile ciò che nei versi rimane sospeso.
È come se ogni poesia fosse un soffio, e ogni figura un gesto che lo accompagna.
Mentre io descrivo “Me” da una regione interiore che vibra, trema, si espande, si ritrae, Antonio guarda quel “Me” dall’esterno, ma non come un osservatore, entra nello spazio emotivo e lo traduce in forme, linee, ombre.
Il risultato è un dialogo intimo che crea un terzo linguaggio, che non è più solo poesia e non è più solo immagine, ma un’esperienza emotiva completa.
La figura non spiega la poesia, ma la continua. E accade anche il contrario.
Alcune figure sembrano suggerire un pensiero che i versi non dicono esplicitamente, come se Antonio avesse colto un sottotesto, un tremito, un’ombra che io non ho scritto ma che era lì, tra le righe.
In questo senso, le immagini diventano rivelazioni, amplificazioni, intuizioni visive del mondo interiore.
Frammenti di visioni è dunque un’opera duale dove la mia poesia è il viaggio e le figure di Antonio sono le mappe emotive.
E il lettore, attraversando entrambi i linguaggi, non legge soltanto, ma vive, dentro sé, le proprie emozioni.