Dicono di me - Pietro Ciaravolo
Carissimo Armando,
ecco la mia 'impressione' alla piacevole lettura dei tuoi versi che non presume comunque d’essere nel vero, principalmente per i miei limiti di competenza.
Ho letto tutto, dalla prima all'ultima parola.
A tratti qualche perplessità a tratti qualche prolungata sosta di riflessione a tratti qualche impulso d'applauso.
Qualche pezzo di notevole potenzialità poetica si confonde intrecciandosi con frequenti pezzi di fredda prosa.
L'emozione sembra 'congelarsi' nella discorsività perdendo l'iniziale freschezza dell'intuizione.
Non mi è possibile al momento scegliere e raggruppare i 'versi sublimi' separandoli da quelli prosastici. Occorre molto tempo ed in questo periodo sono letteralmente stretto da alcune improrogabili scadenze di 'lavori' per troppo tempo rimandati. Tuttavia, appena un po' libero, questo sarà il mio primo pensiero; a volte sarà un vero e proprio 'filtraggio' che mi chiederà tempo. Nel frattempo ti suggerisco con l'autorevolezza dell'amicizia di andare avanti seguendo la tua "musa" che sembra soddisfare l'esigenza di uno sfogo esistenziale.
Qualunque sia il giudizio che possa arrivarti non desistere perché non ti mancano le 'giuste abilità'. E forse l'ombra di tristezza che qua e là affiora nei tuoi versi potrebbe diradarsi fino a scomparire. Anche questo io spero!
Un abbraccio e ad maiora
Pietro Ciaravolo
Monte Compatri 17 luglio 2003