Dicono di me - Maria Lanciotti
Armando Guidoni ci consegna la sua nuova opera Frammenti di visioni che fa seguito ‒ a distanza di oltre un decennio ‒ alla sua prima raccolta poetica Gocce di emozioni del 2011. Uno spazio di tempo, del tutto soggettivo, che è servito ad approfondire, come la goccia tenace fa con la roccia, lo scavo di una interiorità complessa che vuole svelarsi ‒ e manifestarsi ‒ nella sua essenzialità.
Il tempo per una “distensione dell’anima” che aiuti a percepire, e a spiegare, possibili correlazioni con l’indefinibile che permea il Creato e ogni sua creatura e renderlo in qualche modo intelligibile:
Circolo dinamico e virtuoso
che tenta di portare sul foglio
corrispondenza con contenuto di mente
Armando Guidoni non usa punteggiatura ma solo la maiuscola a inizio verso. Una precisa scelta stilistica che con altri elementi determina al primo impatto la sua scrittura, incisiva e raffinata. E non poteva essere altrimenti, per un uomo di scienza, divulgatore e poeta in costante confronto con la realtà come vissuta e recepita, spinto da una necessità di sintesi e condivisione a creare un linguaggio il più puntuale e comunicativo possibile, decisamente eletto:
Se rovesci te stesso nel mondo
sarai visto come sei…
meraviglioso essere
Fermo nel suo dichiarato proposito di fedeltà a se stesso e ai riconosciuti valori, Guidoni continua nel tempo a sondare, fino allo sfinimento, il suo profondo Sé, affinando e sviscerando la propria indole per non esserne quantomeno dominato, rincorrendo forse l’idea, e non importa quanto utopistica, di autodeterminazione, in assoluto contrasto con qualsiasi tentativo di arbitraria manipolazione dell’essere.
Sempre dibattuto nell’immenso groviglio di apparenti contraddizioni e irrisolti quesiti, in stretto dialogo ‒ o in accesa polemica ‒ con le proprie opposizioni:
La mia ragione ha bisogno
di fantasia e illusioni
ch’ella sopprime
…
Resterò per sempre
colmo di stupore
al centro dell’incanto
“Ecco cosa penso ecco cosa provo”, e quindi in totale nudità, è quanto ci dona Guidoni con questo intenso Frammenti di visioni, già Gocce di emozioni non più stillanti ma rapprese in scaglie d’immagini vivide e potenti, un puzzle d’innumerevoli pezzi di vita e di pensiero da ricomporre ‒ nel tempo di una vita o di un sospiro ‒ secondo la propria visione ideale.
Una lettura, se vogliamo, impervia ma altamente agevolata dalle immagini che accompagnano ogni lirica. Una singolare convergenza di anime inquiete e creative che senza accordarsi, senza darsi appuntamento, si ritrovano sulle stesse pagine a sostenersi l’un l’altra per la resa miracolosa di tutta una gamma di espressioni che perfettamente descrivono l’universalità dei sentimenti. Si tratta delle illustrazioni di Antonio Botticelli, ricercatore dell’ENEA, collega e amico per decenni di Armando Guidoni e personaggio poliedrico di scarse parole e tanto enigmatico sorriso.
Una raccolta poetica di rara intensità, una immersione nelle nostre segrete stanze passando per il dedalo dell’altrui mistero, magistralmente introdotta da Aldo Onorati ‒ scrittore poeta e dantista e tanto di più che non si avvale di semplici titoli ‒ che opportunamente, e a scanso di equivoci, rimette in primis la chiesa al centro del villaggio per fare poi la sua lettura critica e sempre illuminata del testo, lasciando spazio, come suo solito, a ogni libera interpretazione.
Camminava il mio carro
costretto nel solco della vita
Or a volte
mi trovo fuor d’esso
corro veloce
libero
intreccio illusioni
poi risalgo