Dicono di me - Fabio Pierangeli

Commento al libro "Poesie e Racconti" tradotto in russo con testo italiano 'a fronte'

Singolare prosimetrum che le edizioni Controluce hanno approntato scavalcando, proprio in questo momento delicato, i tormenti e le devastazioni della cronaca per unire i popoli tramite la cultura, la poesia e la letteratura. Parlando all’uomo, che non veste nessuna casacca e si riconosce fratello dell’altro uomo, in dialogo.
Un prezioso scambio quello alla base del libro nei commenti che il poeta russo Igor Potapov ha scritto quali corollari delle poesie di Armando Guidoni, commenti, esegesi acute, intelligenti, scambi di doni e di sensibilità. Guidoni è un poeta che viene dalla scienza, essendo stato un ricercatore di enti importanti, internazionali, la sua lirica, densa, breve, costruita di illuminazioni poetiche improvvise, (“affiora creatività”), ha in sé il rigore dello scienziato e la fantasia e il sentimento di un lirico, il quale usa Me maiuscolo quando descrive il suo intimo e il me minuscolo quando si riferisce al mondo. I due elementi sono in concomitanza lirica dentro una singolare opposizione sistematica non priva di rimandi gnomici e filosofici.
Il dialogo con le straordinarie poesie di Potapov si svolge proprio a partire dalla nozione di creatività che i due poeti instaurano con i commenti e le poesie del russo e, come in una distanza ravvicinata, mi sia concesso l’ossimoro, negli stessi versi dell’uno e dell’altro, in un clima di vera amicizia culturale, capace di riportarci alle interrogazioni radicali sul senso della vita in brevi illuminazioni, come fuochi d’artificio nella notte di una società dello spettacolo effimero, del successo facile. Non per nulla il verbo avvampare, con i suoi sinonimi, è espressione centrale, simbolica.
Potapov: “Il guardiano del fuoco di Dio / nelle esplosioni tu cerchi abbracci” La parola come una stella caduta nel cielo illumina la notte.
Guidoni: “Mi isolo per un istante / immerso nella mia idea/ sul senso dell’esistenza / sfiorato dalla scintillante /astrusità quasi epicurea / per capire di Me essenza”.
Liriche ispirate alla lentezza della parola che scende al cuore e vi rimane, portando un forte messaggio di pace come in Da un’idea colma di Guidoni, a cui il poeta russo risponde con Avvertimento che considero il vertice, dal punto di vista umano e poetico, della singolare silloge a quattro mani.