Anno IX
numero 3 marzo 2000
DOVE VIVIAMO?
Contaminazione genetica del cotone in Grecia
A rischio anche lItalia
Greenpeace ha denunciato la presenza di cotone transgenico nelle partite importate in
Grecia per la semina di questanno e ha chiesto alle autorità elleniche e della
Unione Europea di impedire il loro utilizzo, intraprendendo azioni immediate per impedire
limminente piantagione dei semi contaminati. Nelle scorse settimane Greenpeace aveva
raccolto alcuni campioni dei semi di cotone venduti in Grecia e li aveva fatti analizzare
da un laboratorio specializzato a Friburgo, in Germania. Due dei sette campioni
si sono rivelati transgenici e su un terzo sono in corso ulteriori accertamenti. I semi
esaminati provengono dal Mississippi e dallArizona dove circa i due terzi delle
piantagioni di cotone sono geneticamente modificati. Il fatto più grave è che, dopo la
raccolta del cotone, la pianta viene mietuta ed utilizzata per la produzione di olio e
come foraggio per animali. La Grecia esporta annualmente circa 85.000 tonnellate di questo
olio e di foraggio soprattutto in Italia e Spagna. «È allarmante come il frutto di
raccolti OGM che non sono stati testati per il consumo umano e che contengono geni per la
resistenza agli antibiotici siano in grado di entrare nella catena alimentare europea»,
ha dichiarato Fabrizio Fabbri, responsabile della campagna contro gli OGM di Greenpeace
Italia. «Questo è un nuovo esempio che dimostra quanto sia difficile controllare la
contaminazione da OGM, e di come non esista una legislazione ed una regolamentazione
precisa a cui riferirsi», ha continuato Fabbri . «Le autorità greche non hanno adottato
alcun provvedimento per fermare la diffusione dei semi contaminati sebbene Greenpeace già
tre settimane fa avesse sottolineato che la legislazione europea richiede
limpegno a prevenire ogni utilizzo commerciale di raccolti OGM non approvati».
«Oggi abbiamo denunciato alla Commissione che la Grecia sta violando la legislazione
comunitaria. Queste coltivazioni illegali fra laltro beneficiano anche di
sovvenzioni da parte della stessa comunità europea». «Chiediamo che le autorità
impediscano immediatamente la distribuzione delle sementi contaminate visto che i
coltivatori sono sul punto di avviare le semine. Inoltre la Commissione Europea deve
pretendere garanzie dagli Stati Membri che non venga importato nellUnione nessuna
semente transgenica non autorizzata. E questa garanzia deve essere evidentemente estesa
anche a tutti gli altri tipi di sementi» ha concluso Fabrizio Fabbri. I semi di mais
contaminato geneticamente della Piooner Hi-Bred erano stati trovati lo scorso anno in
Germania e Svizzera. Greenpeace chiede anche alle autorità italiane controlli sulle
sementi importate e inoltre di prendere tutte le misure adeguate a garantire la non
transgenicità di prodotti derivati dalle piante del cotone greco.
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