Centro per la Filosofia Italiana
Il terzo organismo che ha attraversato la mia vita è stato il Centro per la Filosofia Italiana, con sede a Palazzo Annibaldeschi in Monte Compatri.
Qui la comunità non si esprimeva con immagini o musica, ma con il pensiero.
Il Centro si insediò in un palazzo storico di proprietà del comune e iniziò la sua attività.
Partecipai a un evento che organizzarono e fui immediatamente attratto da quell’ambiente. Iniziai a collaborare con il presidente Pietro Ciaravolo.
Con l’aiuto dell’amica Giuliana Gentili, progettai e costruii il sito e l’archivio della Biblioteca del Centro.
Era un lavoro tecnico solo in apparenza.
In realtà era un atto filosofico, un modo per dare forma, ordine e accessibilità alla memoria del pensiero italiano.
Ma il contributo più profondo fu un altro.
Per iniziativa mia e del prof. Pietro Ciaravolo e con il sostegno di Controluce, nacquero ventiquattro seminari mensili dal titolo:
“Dentro l’uomo: lo sconosciuto”
Un ciclo che fu definito e scritto da me, dalla mia storia, per la mia ricerca sull’uomo e per la sua applicazione alla cibernetica.
In quelle stanze, tra filosofi, studenti, curiosi, appassionati, si discuteva dell’uomo come sistema, dell’identità come processo, della coscienza come relazione.
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Solamente un infinito fa
m’illuminai di Me
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Siamo falene
destinate
a volare nel buio
o a morire
nello splendore della luce
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È dentro di noi
che germogliano i pensieri
fioriscono i sogni
e maturano i desideri
con linfa dei nostri corpi
e luce d’essenza
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Le cose e il corpo
si scambiano energie
generano rumori dentro
celano
il centro invisibile
immoto
silenzioso
presenza unica
nel mondo
Era la mia cibernetica umana che prendeva forma collettiva.
Il CFI è stato per me un laboratorio del pensiero, un luogo dove la mia ricerca interiore incontrava la ricerca degli altri.